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Tutto pronto per la “Settimana per la Palestina”

palestina

Oggi, in cui si assiste alla disputa tra Israele e l’Unione Europea sull’etichettatura dei prodotti delle colonie, mentre si fa più cruento lo scontro israelo-palestinese, è necessario più che mai parlare di Palestina. Le notizie che arrivano dai territori palestinesi occupati sono infatti sconcertanti: le violenze da parte dei militari israeliani non accennano a fermarsi. Secondo i dati forniti dal Centro gerosolimitano per gli studi sui prigionieri il numero di Palestinesi che sono stati uccisi dal fuoco israeliano dal 1° ottobre ha raggiunto gli 82. 16 bambini e sette donne sono tra le vittime. Il 78% sono stati uccisi a sangue freddo.

Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid. E’ dedicata alla causa palestinese un’intera settimana di eventi, totalmente gratuiti, che si terranno dal 23 al 29 novembre a Taranto e Provincia.

Le iniziative sono il risultato di un percorso condiviso che ha unito tante realtà di Taranto e provincia. Associazione Salam, PugliaPalestina, Arci Palagiano, Sprar di Martina Franca e di Palagiano, Cooperativa Progetto Popolare di Martina Franca (Centro Diurno), Archetower, Artefranca, LabLib, Cooperativa Robert Owen, Crest, l’Istituto Comprensivo Gianni  Rodari e l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Bellisario-Sforza di Palagiano, e la Comunità palestinese di Bari.

Il 25 e 26 novembre si terranno nella sede del Centro Diurno di Martina Franca due incontri tematici: il primo alle 15 si parlerà di cibo, cucina e prodotti palestinesi col pretesto di aprire un dibattito anche sull’embargo imposto ai palestinesi di Gaza dal 2007 da Israele e Egitto. Nel secondo appuntamento invece la presidente dell’Associazione Salam Simona Fernandez presenterà uno dei suoi lavori di ricerca realizzato per la Sapienza di Roma e l’ong CRIC (centro regionale d’intervento per la cooperazione) nella Gerusalemme contesa, sulle disparità di accesso ai servizi tra disabili palestinesi e israeliani. A seguire intervento di Barbara Cavagnero della Cooperativa Progetto Popolare.

 

Oggi, in cui si assiste alla disputa tra Israele e l’Unione Europea sull’etichettatura dei prodotti delle colonie, mentre si fa più cruento lo scontro israelo-palestinese, è necessario più che mai parlare di Palestina. Le notizie che arrivano dai territori palestinesi occupati sono infatti sconcertanti: le violenze da parte dei militari israeliani non accennano a fermarsi. Secondo i dati forniti dal Centro gerosolimitano per gli studi sui prigionieri il numero di Palestinesi che sono stati uccisi dal fuoco israeliano dal 1° ottobre ha raggiunto gli 82. 16 bambini e sette donne sono tra le vittime. Il 78% sono stati uccisi a sangue freddo.
 
Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid.

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Oggi, in cui si assiste alla disputa tra Israele e l’Unione Europea sull’etichettatura dei prodotti delle colonie, mentre si fa più cruento lo scontro israelo-palestinese, è necessario più che mai parlare di Palestina. Le notizie che arrivano dai territori palestinesi occupati sono infatti sconcertanti: le violenze da parte dei militari israeliani non accennano a fermarsi. Secondo i dati forniti dal Centro gerosolimitano per gli studi sui prigionieri il numero di Palestinesi che sono stati uccisi dal fuoco israeliano dal 1° ottobre ha raggiunto gli 82. 16 bambini e sette donne sono tra le vittime. Il 78% sono stati uccisi a sangue freddo.
 
Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid.

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Oggi, in cui si assiste alla disputa tra Israele e l’Unione Europea sull’etichettatura dei prodotti delle colonie, mentre si fa più cruento lo scontro israelo-palestinese, è necessario più che mai parlare di Palestina. Le notizie che arrivano dai territori palestinesi occupati sono infatti sconcertanti: le violenze da parte dei militari israeliani non accennano a fermarsi. Secondo i dati forniti dal Centro gerosolimitano per gli studi sui prigionieri il numero di Palestinesi che sono stati uccisi dal fuoco israeliano dal 1° ottobre ha raggiunto gli 82. 16 bambini e sette donne sono tra le vittime. Il 78% sono stati uccisi a sangue freddo.
 
Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid.

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Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid.

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Diventa doveroso dunque sensibilizzare tutti sulla delicata e spinosa questione palestinese, anche in vista della Giornata Internazionale di solidarietà col popolo palestinese che l’ONU celebra il 29 novembre. Una data importante in quanto proprio in quel giorno nel 1947, l’Assemblea Generale adottò la “Risoluzione sulla Partizione”, che stabiliva la creazione in Palestina di uno “Stato ebraico” e di uno “Stato arabo”. A vedere la luce però fu solo lo Stato d’Israele, che ha sviluppato sempre più tragicamente, una chiara politica di colonizzazione distruttiva dei territori palestinesi occupati, ed un terribile apartheid.

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Posted in: Centro Diurno Martina Franca

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